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Tentato – quaranta giorni e quaranta notti
Il numero «quaranta» (anni di una generazione) indica un periodo molto lungo di cui non si conosce l’esatta durata (Genesi 7,4; Esodo 24,18). Qui, forse, questa durata ricorda il tempo passato da Mosè sul monte (Esodo 34,28; Deuteronomio 9,9.18). Simboleggia probabilmente i quarant’anni che Israele ha passato nel deserto (Numeri 14,34), ai quali si riferiscono pure i quaranta giorni di cammino di Elia (1 Re 19,8).
  • Genesi 7,4: «Tra sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti; cancellerò dalla terra ogni essere che ho fatto».
  • Esodo 24,18: «Mosè entrò dunque in mezzo alla nube e salì sul monte. Mosè rimase sul monte quaranta giorni e quaranta notti».
  • Esodo 34,28: «Mosè rimase con il Signore quaranta giorni e quaranta notti, senza mangiar pane e senza bere acqua. Egli scrisse sulle tavole le parole dell’alleanza, le dieci parole».
  • Deuteronomio 9,9: «Quando io salii sul monte a prendere le tavole di pietra, le tavole dell’alleanza che il Signore aveva stabilito con voi, rimasi sul monte quaranta giorni e quaranta notti, senza mangiare pane né bere acqua».
  • Deuteronomio 9,18: «mi prostrai davanti al Signore. Come avevo fatto la prima volta, per quaranta giorni e per quaranta notti, non mangiai pane è bevvi acqua, a causa del grande peccato che avevate commento, facendo ciò che è male agli occhi del Signore per provocarlo».
  • Numeri 14,34: «Secondo il numero dei giorni che avete impiegato per esplorare la terra, quaranta giorni, per ogni giorno un anno, porterete le vostre colpe per quarant’anni e saprete che cosa comporta ribellarsi a me».
  • 1 Re 19,8: «[Elia] si alzò, mangiò e bevve. Con la forza di quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb».

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